L’universo femminile è, per me,
un’incognita. C’è il buio pesto
ogni volta che c’è femmina. È
l’ignoto motivo d’ogni mio gesto.
È completa incomprensibilità.
È vergogna d’errore. È il senso
senza nessunissima verità.
È miscuglio di follia molto denso
che sanguina con puntualità
ogni volta che mi metto là e ci penso.
È odio per le ingiustizie del mondo.
È intima tristezza per l’impotenza
reale di fronte al gioco immondo
d’una vita vissuta nell’incoscienza.
È trappola. È peccato fecondo
che non ti lascia più per convenienza.
È stare in gabbia ogni santo secondo
condannato ad un’umile ubbidienza.
È la semplice scelta del paradosso.
Son le mani d’una perfida strega
che t’appiccica incantesimi addosso.
È la felicità che sempre si nega.
È la speranza che urla nel fosso
perché suo figlio è là dentro che annega.

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