Qualche tempo fa mio zio mi ha detto
che più passano gli anni e più diventa
difficile affezionarsi, oltre i trenta
iniziamo a cambiare il nostro aspetto
e le relazioni sentimentali
si fanno, grossomodo, tutte uguali.

Io a ‘sta cosa non c’ho mai creduto
perché ho sempre pensato che l’amore
non tiene dentro di sé un contatore
che t’avverte quando il tempo è scaduto,
per me non è una questione d’età
quanto, piuttosto, di mentalità.

Però, ora che son sulla trentina,
inizio a prender maggior coscienza
di quel che dall’alto della sua esperienza
voleva dirmi zio con ‘sta manfrina,
ché guardando nei sentimenti miei
vedo cose che proprio non vorrei.

Esempio classico è il fatto che quando
ne trovo una che davvero mi piace,
questa, per quanto mi mostri audace,
sta già con qualcun’altro intrallazzando,
ed io che in queste cose non son buono,
mi blocco, perché sono quel che sono.

Lo so, tutto questo non vuol dire,
ché in fondo è solo una paturnia mia,
che se andassi là con una strategia
magari ci potrei pure riuscire,
e poi, perché tutto questo imbarazzo?
Può darsi non sia manco il suo ragazzo.

Altro esempio: nel caso un cui non sia
fidanzata, cioè nel caso in cui
sia libera dall’ipotetico lui
scassa maroni, allora per magia
lei piacerà a qualche amico mio,
e a quel punto, chi si frega sono io.

In ‘sto caso infatti non ce la faccio,
sono obbligato a fare un passo indietro
ed in onor dell’amicizia, arretro
facendo poi la fine del pagliaccio,
sì perché spesso manco lui ce la fa
e, inevitabile, lei se ne va.

Poi ancora un classicone: qualora
sia lei a mostrarsi interessata a me,
stai pur certo che alla fine non ce n’è,
ché neanche se viene lì e mi implora…
e guardate che questa è una tragedia,
robe che neppure alla scuola media!

Per cui sempre, dico sempre mi frega
una di queste opzioni, e non lo so
se se sia una questione d’età, però
qua si sta prendendo una brutta piega,
e inizio pure a prendermi un po’ male,
perché mi sembra mica naturale

che più cresco, più divento adulto
e più mi ritrovo in queste situazioni
da adolescente in preda agli ormoni,
perché a trent’anni mi pare un insulto
avere ancora queste idee malsane
del tipo “chi c’ha i denti non c’ha il pane”.

Però, mamma ragazzi, quanto è dura
mettersi là per trovare il coraggio
di mandare chiaro e tondo un messaggio
e levarmi così quest’armatura,
quanto è dura svegliarsi e darsi un andi,
quanto è dura, amici, essere grandi.

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