Nel luogo dove abitano i pensieri
le idee si riunirono in un comizio
per decidersi a emettere un giudizio
su quanto è stato fatto fino a ieri.
Ci fu una rapida consultazione:
no, non era una bella situazione.

“Non è possibile”, cominciò un’idea,
“che ci sia tutta questa confusione
dentro alla testa delle persone!
Come si può fermare una marea
che segue il suo corso naturale?
Come può restare sempre tutto uguale?”

“Hai ragione”, rispose una compagna
sopita in un anfratto cerebrale,
“per tutte noi realizzarci è normale,
e non sarà certo qualche magagna
uscita fuori all’ultimo secondo
a impedir la nostra venuta al mondo!”

Poi un’altra ancora: “se le cose stanno
così, allora pure io rispondo
che sì, bisogna andare fino in fondo
e diventar subito realtà. Ci hanno
rinchiuso troppo a lungo nello stesso
angolo di cervello, basta adesso!”

Nel cielo delle possibilità,
in un unico coro come amplesso,
si alzarono le voci del congresso:
“a noi interessa solo la realtà!”
Lo dissero con tale convinzione
che già sembrava una rivoluzione.

Così tutte quante le idee decisero
di andare in casa della realtà. Al portone
ci fu una gran manifestazione
come mai più ricapiterà. Misero
un cicles masticato al campanello
e cominciaron tutte a far bordello.

Intanto lei, che stava tranquilla
in salotto, sentì tutto quel macello
provenir da là sotto, e sul più bello
uscì fuori con l’occhio che sfibrilla
e piantò un urlo, ma così potente
che fu il silenzio, immediatamente.

“Cos’è tutto ‘sto casino che fate?”
Tuonò la realtà in modo prepotente,
“comportatevi dignitosamente,
e allora, forse, verrete ascoltate.
Ma se fate ‘sta cagnara chi v’ascolta?
Parlate ora, però, una alla volta.

Volete che vi faccia entrare da me?
È per questo che fate una rivolta?
E che problema c’è: proposta accolta.
Solo una cosa: lo spazio è quel che è,
per cui vedete voi le fortunate
che alla fine verranno realizzate”.

Quelle parole, alle idee tutte quante,
giunsero come frecce inaspettate
perché mica si erano preparate,
e scegliere era troppo imbarazzante.
Temendo sì per il futuro loro,
alcune se ne uscirono dal coro.

È triste da dire, ma è come quando
si compete per lo stesso lavoro
quando nessuno naviga nell’oro:
si diventa delle carogne. Stando
così le cose, quelle indiavolate
cominciarono certe litigate…

In quell’istante la realtà, tolto
il cicles dal campanello e lasciate
quelle, ormai del tutto scoordinate,
al loro destino, rilassò il volto
e dopo un’ultima esitazione
rientrò da sola nella sua abitazione.

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