Ero nel letto stretto alle coperte,
tentavo inutilmente di dormire,
una di quelle notti in cui si avverte
qualcosa che non si riesce a capire.
Il fiato ancora un po’ troppo affannato
nell’attesa del sonno meritato.

Sarà stato per questa agitazione
strana che ancora mi portavo appresso
che feci questo sogno, uno svarione
assurdo che ricordo ancora adesso:
mi cascò in testa con tutti gli onori
il successo dei grandi scrittori.

Ero famoso, un vip a tutti gli effetti,
si discuteva delle mie poesiuole
nei talk show e sul perché dei sonetti
si spendevano fiumi di parole,
mi cercavano gli editori più grossi
e le riviste che facevan gossip.

Su di me c’era tutto un macchinario
mediatico che non sto a dirvi, ero
all’apice, un momento straordinario,
e questa cosa mi gasava davvero
anche se era solo un momento, e stop,
ma che importava, ero lì ed ero al top!

Fu allora che cominciai ad avere
dei sospetti, perché tutti in faccia
avevano espressioni finte vere,
ché percepivo chiara la minaccia
di chi mi vuole male, la perfidia
tipica di chi logora l’invidia.

Nei loro volti così sorridenti
si sgretolava la mia dignità
perché in quei mille, mille complimenti
non c’era un briciolo di verità.
Questo il prezzo del successo, pensai.
Esattamente allora mi svegliai.

Tu al mio fianco mi tenevi la mano
quasi per non lasciarmi andare,
io ti baciai la nuca per poi piano
ritornar sopra di te a riposare.
Amore mio, non so cos’è successo,
stammi sempre vicino come adesso.

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