Non si sa perché, ma lui si sentiva
di gran lunga il più scemo,
ed è forse per questo che finiva
sempre per starsene zitto, temo
per paura di essere riconosciuto.
Tutti gli facevano domande,
ma lui nulla, rimaneva muto,
si chiudeva dietro le serrande
del suo io, dove nessuno
gli avrebbe mai nociuto.
Ma un giorno arrivò qualcuno
che vedendolo così taciturno
gli si avvicinò, e gridò forte:
“Ecco a voi lo scemo di turno,
più muto della stessa morte!”
poi continuò con tono severo:
“ascoltatemi brava gente,
sappiate che al mondo intero
non esiste nessuno più deficiente
di chi cela il proprio pensiero!”
L’uomo che si sentiva più scemo
ritenne tutto ciò giusto e vero,
quindi ascoltò senza dir niente.
Cosa poi pensò non lo sapremo,
e tutto, in paese, seguì normalmente.

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