Spesso mi sento come un camaleonte,
nel senso che modifico chi sono
secondo le persone che ho di fronte,
cambio modo di fare e cambio tono.

Come colui che sa d’avere un dono
attingo a piene mani dalla fonte,
posso apparir cattivo oppure buono
e, cosa migliore, non lascio impronte.

Dietro a ogni persona riconosco
qualcosa di tipicamente mio,
mi vedo in loro e mi perdo in quel bosco.

Non so se esista o non esista un dio,
ma con tutta la gente che conosco
mi sa che non so più chi sono io.

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