Il ragno che abita sul mio tetto
si fa l’amaca con la ragnatela,
se ne sta lì, ciondola sopra il letto,
lo contemplo a lume di candela.

Soffio, così si curva quella vela
di fili impercettibili, aspetto,
soffio di nuovo, ma con più cautela
fin quando non s’intrappola un insetto.

Riflesso nell’ombra sulla parete
osservo tutto quel divincolio,
ma non sa liberarsi dalla rete.

Allora mi chiedo se esista un Dio
e la risposta voi la conoscete
perché l’intrappolato sono io.

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