Il mondo è un enorme disco-party,
locali che ti servon tutto quanto,
per me, un rum e cola (rum tre quarti),
così ringalluzzisco e non mi pianto.

Sostanze d’ogni tipo per drogarti,
ridursi una schifezza è sacrosanto,
non so se esista Dio, ma da ‘ste parti
uscirne fuori vivi, è già tanto.

Non riesco a ricordare il nome mio,
ma quasi vomitandomi io stesso
ricordo e vengo giù con lo sciacquio.

Poi mi calmo, contemplo il mio riflesso,
o quel che ne rimane santoddio,
nell’acqua risciacquata dentro al cesso.

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