Il Passato, una volta passato,
cominciò a lamentarsi col Presente:
“Non voglio essere dimenticato!”.
Il Presente lo tenne ben presente
e tutt’ a un tratto s’inventò la storia
che il passato passa nella memoria.

Fu così che il Futuro replicò:
“Beh, anche io voglio essere allora”,
questo disse, e questo capitò
(tecnicamente lui non era ancora).
Il Presente, sentita la pretesa,
creò nell’animo umano l’attesa.

A quel punto anche lui si rese conto
d’esser, come dire, inconsistente,
un microattimo, nulla a confronto
dell’Essere che esiste realmente:
un essere che è sempre “Un adesso”,
un essere che è solo il tempo stesso.

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