del singolo impiegato sempliciotto,
del ricco e straviziato cabinotto,
del giovane imbranato e cacasotto,
di chi non ha pagato mai lo scotto,

del debito inventato dal complotto,
del vecchio sindacato e il sessantotto,
di tutto quel che è stato e ha prodotto
il libero mercato ininterrotto,

dell’essere celato che sta sotto,
del mondo idealizzato in un salotto,
di te che non hai dato mai un cazzotto,

di chi mi ha lusingato e poi sedotto,
di come chi ho amato mi ha ridotto,
di me che c’ho provato e mi son rotto.

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