Da questo piccolo angolo di mondo,
io riesco a percepire tutto quanto:
il senso delle cose in cui sprofondo,
le ideologie che reggono l’impianto,

il cosmo e il suo riverbero di fondo,
il lento propagarsi di quel canto,
le stelle che foracchiano lo sfondo,
la brina che si posa come un manto,

la piena quadratura del rotondo
e l’interpretazione dell’in-quanto,
il tempo che delimita il secondo,
il dubbio che preoccupa soltanto,

il rantolo di un nonno moribondo,
un padre che gli sta vicino affranto,
il grembo della madre già fecondo,
la gioia che matura verso il pianto,

le grida d’un bambino furibondo,
il torto d’un castigo sacrosanto,
le scelte limitanti che assecondo,
la gratificazione che millanto.

Da questo piccolo angolo di mondo
io riesco a percepire tutto quanto,
il mio peregrinare vagabondo
e l’esultanza prima dello schianto.

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