Le ottave di mio padre e i maialetti,
i versi di Trilussa e di Stecchetti,
la fotta dell’Hip Hop che non ti aspetti,
le rime di Kaos One e di Gruffetti.

I libri autoprodotti su foglietti,
i Poetry Slam che perdi e non l’accetti,
un pubblico di soli amici stretti
e reading compensati con Moretti.

L’insana voglia d’essere perfetti,
la metrica che non sortisce effetti,
l’immagine di te che spesso ometti.

È sufficiente ormai che ti connetti,
in mezzo a questi rapper ragazzetti
io scrivo endecasillabi e sonetti.

Annunci