(beatboxing poem #3)

In piazza io impazzisco per la gente
che parla e le parole non coincidono
al mio pensiero poco coinvolgente,
mi esprimo ed esprimendomi le uccido.

Il palco è il mio patibolo vincente,
io punto la pistola e poi decido,
appaio ed apparendo più saccente
mi sparo, parte un colpo e mi suicido.

La predica d’un pazzo che è docente
e il pubblico a dir poco si compiace,
al punto che mi giudica innocente.

Lo spazio compulsivo dei “mi piace”,
mi appello ad un passato preveggente,
più passa il tempo più non mi do piace.

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