Paul Karl Feyerabend

Malgrado ci sia sempre una visione
della scienza foriera di certezza,
non esiste una vera fondazione
che possa garantirle sicurezza.

Il pregiudizio ha una nuova fortezza
alle cui porte siede la ragione
e forte della propria robustezza
vige l’unanimità di opinione.

Ma lo scienziato vero ha più un nesso
con la creatività della poesia
che con il fatto scientifico stesso.

Un metodo che vive di anarchia
è l’unico a portare del progresso
a prescinder da cosa questo sia.

Annunci

Ho tutto

Ho tutto, tutto e non mi manca niente:
un materasso comodo e un cuscino,
la sveglia soft che cresce gradualmente,
le applicazioni sul telefonino,

l’acqua potabile dal lavandino
con cui faccio il caffè regolarmente,
la sera bevo un calice di vino
e in frigo birra fresca ovviamente,

vado a lavoro con il mio pandino
che ho smesso di pagar recentemente,
la voce in basso a destra al cedolino
mi accerta di non essere un pezzente,

libero d’esser controproducente
talvolta mi concedo un sonnellino,
mia moglie sa quando esser attraente,
con lei spartisco casa ed un gattino.

Io potrei dirmi felice perfino;
però un pensiero inconsapevolmente
s’insinua in me facendo capolino:

e se non fossi nato in Occidente?
Se fossi un immigrato clandestino
invece di aver tutto avrei niente!

Alberto Magno

Visse a cavallo del milleduecento,
studiò Aristotele nella versione
tramandata dagli arabi, in convento
divenne oratore di professione.

Volle essere fedele alla ragione
peripatetica, al ragionamento
distinguendolo dalla religione
che rimane il vero fondamento.

Il Filosofo non è ancora tale,
Alberto Lo rese unico perfino,
ma l’opera fu poco originale.

Il pensiero scolastico latino
lo premiò col suo allievo più speciale
che fu Tommaso dei conti di Aquino.

I ne*ri sono tutti clandestini

I ne*ri sono tutti clandestini,
i rom son ladri già da piccolini,
gli spacciatori sono marocchini,
l’autismo è provocato dai vaccini.

Magliette rosse tipo dei bagnini,
un ingegnere vende gli accendini?
un’insegnante picchia i suoi bambini,
“a morte!” grida contro i questurini.

La colpa di ‘sto schifo è la Boldrini,
fortuna che al governo c’è Salvini:
lasciate lavorare i cittadini.

Lo so perché c’ho un sacco di cugini,
la mia bacheca è piena di gattini
e gli altri sono tutti dei cretini.

Il grosso dei lettori son lettrici

Il grosso dei lettori son lettrici,
si piange per sentirsi più felici,
chi scrive paga le case editrici,
gli amici poi ti rubano la bici.

Viviamo rintanati negli uffici,
stipati dentro anonimi edifici,
tra monitor e fotocopiatrici,
computer che ci rendono infelici.

Un fresco odore acre di vernici
ci stuzzica e ci punge le narici:
veleno che non lascia cicatrici.

Aperitivi chic nei birrifici,
olive coordinate con alici,
così ci sgranocchiamo le radici.

Il tempo dice grazie all’orologio

Il tempo dice grazie all’orologio,
il volto di un bambino mogio mogio,
Erasmo rinsavito fa l’elogio
del folle mentre scrive un necrologio.

La sua teoria è divenuta prassi,
la società minaccia che collassi,
la crisi incede certa nei suoi passi
e mi difendo con la paratassi.

Retoriche da prima elementare
proliferano dentro un cellulare,
un muro troppo alto a quanto pare,
è il prezzo per sentirsi popolare.

Se parlo in verità rimango zitto,
in gabbia dentro un social fitto fitto,
mi credo vincitore da sconfitto
e lo capisco dopo averlo scritto.

Simone Weil

Contro il lavoro meccanicizzato
che imperversa in maniera trasversale,
lei sostiene con tutto il proprio fiato
il primato del lavoro manuale:

lavoro libero perché pensato,
libero cioè di agire in quanto tale,
libero di non essere obbligato
dalla morsa del mostro capitale.

Il mondo che abitiamo è inabitabile,
pieno di ingiustizie e contraddizioni
che accettiamo benché sia inaccettabile:

mistero a cui non servono ragioni,
amore e intelligenza formidabile
che oltrepassa tutte le religioni.

Chi mente spera d’essere smentito

Chi mente spera d’essere smentito,
finire non vuol dire esser finito,
qualcuno chiama Eràclito Eraclìto,
chi ha seguito non sempre va seguito.

Il male spesso mi ha immalinconito,
non sempre chi fallisce è un fallito,
si agisce per rincorrere un agito,
è prassi diventare un parassito.

Conosco ‘ste menate a menadito,
la colpa un’altra volta mi ha colpito,
ma subito non so cos’ho subito.

Esiste sempre un ambito più ambito,
ti si richiede un solo requisito
e capita di non aver capito.

Forza e coraggio

Il buono crede d’essere malvagio
chi copia accusa il prossimo di plagio
comprendere sentendosi a disagio
l’inopportuno è sempre a proprio agio

il comico va preso seriamente
lo stupido si crede intelligente
chi pensa spesso ignora cosa sente
la calma tutt’intorno è apparente

la storia è raccontata da chi vince
chi ha ragione spesso non convince
politici con gli occhi della lince
moltiplicano e tolgono province

lasciate fare a ognuno il suo percorso
guardate il cielo mentre fate dorso
studiate per il prossimo concorso
al massimo pagatevi un ricorso

il mio timore è l’autoboicottaggio
l’oracolo nasconde il suo messaggio
nel lungo fare errori è un vantaggio
mia nonna mi insegnò forza e coraggio.

Charles Sanders Peirce

L’esperienza, per Peirce, è concepita
come caotica. Trovare un coro,
trovare somiglianze in questa vita
è il ruolo della scienza, il suo lavoro.

Il mondo è una semiotica infinita
di segni incatenati fra di loro
e dai segni dipende la partita,
dipende lo schizzo o il capolavoro.

Gli uomini hanno sempre negoziato
un mondo il più possibile costante.
Il suo è un pragmatismo ben legato

al segno con il suo significante,
il quale indica il significato
interpretato dall’interpretante.