Albert Bandura

Ciascuno apprende per imitazione

seguendo e conformandosi a un modello,

principalmente in base a che livello

di successo raggiunge con l’azione.

Sarà in riferimento a quel castello

se sviluppiamo la reputazione

che abbiamo di noi stessi, le persone

sono così e si giudicano quello.

La forza di raggiungere persino

gli obiettivi più impervi, quell’audacia

che ciascuno acquisisce da bambino,

è il senso autentico di autoefficacia,

l’abilità di compiere il destino

che abbiamo perseguito con tenacia.

Solomon Asch

La Gestalt fu il suo punto di partenza

dal quale colse dei ragionamenti

per sviluppare i propri esperimenti

sulle persone e la loro influenza.

Studiando e analizzando una tendenza,

le sue ricerche sui comportamenti

misero in luce quanto siano influenti

i gruppi e il senso dell’appartenenza.

È un tema di una certa rilevanza:

il gruppo, di sicuro, condiziona

chiunque viene a trovarsi in minoranza.

Infatti il conformismo non perdona

finché sei schiavo della maggioranza

si perdono il giudizio e la persona.

Philip Zimbardo

Ad alcuni suoi giovani studenti

fece fare le guardie e i prigionieri,

come i penitenziari, quelli veri,

con delle regole molto stringenti.

Le guardie, dei ragazzi diligenti,

divennero spietati carcerieri

umiliando coi loro strapoteri

i detenuti poveri e impotenti.

Quando vige una simile struttura

la stessa cosa capita in realtà,

con pure gli strumenti di tortura.

Svanisce la responsabilità

perché il gruppo diventa un’armatura

che assorbe la tua personalità.

Donald Winnicott

Ogni bambino vive inizialmente

il suo rapporto primario oggettuale,

che è quello con la madre in quanto tale,

come se fosse solo e onnipotente.

Una madre che è sufficientemente

buona contiene in modo funzionale

le angosce di suo figlio, ed è centrale

che medi i suoi bisogni con l’ambiente.

Se questo non accade c’è un malessere

e il pargolo così si sentirà

un puzzle a cui mancano le tessere.

Un Falso sé fittizio si creerà,

la voce interna che ci dice chi essere

si sostituisce a chi siamo in realtà.

Carl Gustav Jung

Da molti è ritenuto il più importante

discepolo di Freud. Inizialmente

sostiene che un disturbo invalidante

sia legato al vissuto del paziente.

Tuttavia solo successivamente

si accorge di una cosa sconcertante:

un fenomeno psichico presente

è sempre sessualmente rilevante?

No, perché c’è un inconscio collettivo

che è il luogo della psiche ereditaria

e gli archetipi sono il suo motivo.

I miti della mente immaginaria

incidono sull’uomo primitivo,

sulla cultura viva come l’aria.

Mi vedo e riconosco quello sguardo

Mi vedo e riconosco quello sguardo

Lo specchio resta l’ultimo baluardo

Non sono piemontese, neanche sardo

Io resto torinese, cioè bastardo

Innalzo la poesia come stendardo

Mi sento sempre il solito codardo

Non rischio lo zampino per il lardo

Chi corre in cerchio parte dal traguardo

Mi innervosisco per un tuo ritardo

Ho smesso di provarci, non azzardo

Questioni di principio, son testardo

Ho ancora un animo dinamitardo

Tu dammi una ragione e ti bombardo

Ma l’esplosione è un piccolo petardo

Daniel Goleman

Serve a ben poco un cervello brillante
con un alto quoziente intellettivo
se poi risulti totalmente privo
dell’unica capacità importante.

Leggere le emozioni altrui, le tante
sfumature del nocciolo emotivo,
raggiungere ciascuno l’obiettivo:
conoscersi per tutti è rilevante.

Quella capacità di fare i nessi
costruendosi ciascuno la sua via
capendo l’emozione e i suoi riflessi.

Lo stimolo alla prassi e alla teoria,
fondamento dell’essere se stessi,
crescere è coltivare l’empatia.

Paul Ekman

Ciascuno in una data situazione
ricorre a delle mimiche facciali
che sono manifestazioni tali
da palesare agli altri un’emozione.

Sono delle espressioni universali
che valgono per tutte le persone,
così in America come in Giappone
e pure nelle società tribali.

Le espressioni dovunque sono uguali
e l’unica cosa che cambia è questa:
l’insieme delle regole sociali.

Così a volte non le si manifesta
perché ci sono norme culturali
che le fanno restare nella testa.

Giacomo Rizzolatti

La sua fu una scoperta eccezionale.
Con il suo team di collaboratori
scoprì i neuroni a specchio, cioè gli autori
di un apprendere molto più sociale.

I suoi macachi nei laboratori
attivavano l’area cerebrale
specifica di un atto individuale
pur rimanendo solo osservatori.

Se vedo compiere un’operazione
da qualcuno lungo il mio sentiero
si attiva dentro me una connessione.

In pratica succede che il pensiero
si convince di fare quell’azione
tuttavia senza compierla davvero.

Phineas Gage

Era il 1848
e ci troviamo in uno staterello
americano. A seguito di un botto
un operaio si trovò un tantello

lesionato, perché in quattro e quattr’otto
un’asse gli andò su per il cervello,
gli trafisse la testa sopra e sotto.
Ma non morì, perché ora arriva il bello.

Il povero Phineas era cambiato,
di una maggiore irascibilità.
Il suo cervello si era lesionato

nell’area della personalità,
un ambito di studi inesplorato
che poi la neuroscienza svelerà.