Luglio 2019

Un professore va verso la scuola
In cattedra non dice una parola
Gli alunni come con la museruola
Non c’è una mosca libera che vola

Lorenzo con panino e la stagnola
Mohamed come zaino una carriola
Francesca attende fuori e sta da sola
È il turno di Virginia che si immola

La busta estratta dalla sacca viola
Gavrilo Pricip colpi di pistola
Rientra a casa in pulman la figliola

Il condizionatore e il mal di gola
L’ONG il rilascio di Carola
Un giovane sorriso che consola

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L’oceano è troppo grande per un piccolo bicchiere

Piazzati dietro monitor piegati su tastiere
La strafottenza subdola di chi non vuol sapere
Esperti un po’ di tutto senza esser del mestiere
Non sanno più chi sono eppure erigono barriere

Inutile impegnarsi in lotta contro le chimere
Ti insegnano le trame più nascoste del potere
Però se ci fai caso non appena vai a vedere
Somigliano agli anziani che commentano un cantiere

E io che ci combatto su molteplici frontiere
A ogni piè sospinto devo mettermi a sedere
E constatare mesto la mancanza del volere

Un po’ di gratitudine farebbe anche piacere
L’oceano è troppo grande per un piccolo bicchiere
Ti chiedo amico mio adesso versami da bere

I poetry slam son solo cabaret

I poetry slam son solo cabaret
la piaga dei poeti fai da te
i critici si offendono d’emblée
il verso di gallina coccodè

La superiorità di chi è con me
il nozionismo senza alcun perché
un professore giudica finché
all’interrogazione ci sei te

Il sogno del poeta è il suo cachet
al massimo ci pagano a buffet
le sagre tridentine a vin brulé

Spiegate a questo punto che cos’è
la spinta interna la cultura che
si muove per le strade e cresce in me

Pierre Bayle

Sostenitore della tolleranza,
in primo luogo quella religiosa,
credere in dio non ha alcuna importanza
per vivere una vita già virtuosa.

Appartenere ad una maggioranza
non garantisce nulla, perché una cosa
è avere una fede di circostanza,
altra averla in maniera rigorosa.

Secondo la Cometa è naturale,
a prescinder dal credo che hai in mano,
tu possa sviluppare una morale.

Cattolico, induista, musulmano,
addirittura l’ateo radicale
può vivere una vita da cristiano.

Il senso nasce dalla meraviglia

È un attimo che arriva e ti scompiglia,
il senso nasce dalla meraviglia,
qualcuno dice lei già mi somiglia:
scusate, non per niente, ma è mia figlia.

Inizio a intraveder le sopracciglia,
degli occhi grigi fondo di bottiglia,
la forma dell’orecchio una conchiglia,
un volto da topino se sbadiglia.

La gente giù per strada mi consiglia
se metterle il cotone o la ciniglia,
comincia un po’ così, da un parapiglia,
un vero e proprio tipo di guerriglia.

L’arrivo di qualcuno che spariglia
ti fa sentire Re nella Bastiglia,
il tempo della resa si assottiglia:
son diventato padre di famiglia.

Saper di non saper ci va pazienza

Saper di non saper ci va pazienza,
i dubbi sono il pane della scienza,
il nozionismo senza conoscenza
ha sdoganato in toto l’insolenza.

Lo stato legalizza la violenza,
i porti sono chiusi all’accoglienza,
politici di rara incompetenza
si spingono ben oltre la decenza.

La strafottenza dell’adolescenza,
i social network fan la differenza:
mi raccomando guida con prudenza.

Insisto sui sonetti per coerenza,
mi ostino su sta linea, spero senza
ripercussioni e crisi di coscienza.

Psicopolitica

Tra i vari meccanismi della mente
da cui vengono afflitte le persone,
la paura è forse quello più potente,
quello di più difficile gestione.
Un’ansia che si insinua nel presente,
ma trova nel passato la ragione,
è un’ombra proiettata contro un muro,
l’immagine mentale del futuro.

Viviamo infatti in mezzo a proiezioni
che sono meccanismi di difesa,
che servono a evitare delusioni,
a riparare chissà quale offesa.
Dai tempi in cui volavan gli aquiloni
ad oggi che facciamo noi la spesa,
scopriamo dietro questi malumori,
nove su dieci, trovi i genitori.

Ed è uno scarto generazionale,
a parte che un problema di memoria,
in ambito politico e sociale
l’errore si ripete nella storia.
Da un lato c’è una destra nazionale
che teme l’affluenza migratoria,
dacché si sono già dimenticati
che sono stati loro gli emigrati.

Dall’altra una sinistra non da meno
che si nasconde dietro la cultura,
però si nutre ancora del veleno
fascista e relativa dittatura.
Ma entrambe son d’accordo su terreno
– ed è questo che a me fa più paura -:
si affannano a non fare mai vedere
le trame più nascoste del potere.

Leoni da tastiera

Con tutti ‘sti leoni da tastiera
mi pare si sia perso un po’ il giudizio,
ognuno sembra come ad un comizio
che spiega agli altri la verità vera.

E criticano Caio e pure Tizio,
specialmente se con la pelle nera:
“tutti devono andarsene in galera!”
s’affannano togliendosi lo sfizio.

Il fatto è che è soltanto una minaccia
che fanno le persone alla leggera
se non devono metterci la faccia.

Ma senza schermo a fare da barriera,
dei leoni non resta alcuna traccia,
soltanto gatti dentro una lettiera.

Un mese

Un quarto sarda, un quarto canavese,
lucana, siciliana: torinese.
Ti ho amata fin da subito è palese,
sarai la figlia delle larghe intese.

Ti insegnerò la bici e le discese,
a usare le bacchette al giapponese,
cucinerò per te la milanese
con ketchup, patatine e maionese.

Adesso che hai compiuto appena un mese
Noemi tira su le tue difese
nutrendoti la notte a proprie spese.

Imparerai la vita a più riprese,
ad essere più forte delle offese,
a fare rima col tuo nome Agnese.

Lo sguardo della tigre

La notte mi addormenti l’avambraccio
che è diventato ormai una termoculla,
un lento e dondolante catenaccio
che vinci sempre tu per un nonnulla.

I primi tentativi un po’ a casaccio
di farti addormentare nella culla,
lo sguardo della tigre in cui rintraccio
la bimba che sarai e la fanciulla.

Quando ancora non ero genitore
io mi ero fatto tutto degli schemi
che sono naufragati in poche ore.

Eppure non mi pesano i problemi
perché sei come un amplificatore
dell’amore che provo per Noemi.