Il professore

Il professore sta come un fantoccio
immobile e non dice una parola
davanti allo studente più di coccio,
l’alunno più di coccio della scuola.

Poi fa, togliendosi la museruola:
“Da quest’anno dovrai cambiare approccio,
non sprecherò dell’altro fiato in gola:
se resti indietro, giuro che ti boccio!”

Il professore si altera e s’infiamma,
come se fosse lui personalmente
la vittima di tutto questo dramma.

Nessuno che capisca lo studente:
davanti alla rincorsa del programma
è l’unico che qui non conta niente.

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Ultimamente alla televisione

Ultimamente alla televisione
c’è un professore di filosofia
che parla con la voce di mia zia
e non fa trapelare un’emozione.

Sto tizio pare un’enciclopedia.
Me lo ricordo compagno a lezione,
snocciolava qualunque citazione
presa da chissà quale antologia.

Marx, Hegel e filosofi minori,
venivano spiegati con coerenza
davanti ai miei stessi professori.

Agli esami era un pozzo di sapienza
al punto che sembravano gli autori
a rifiutar ventotto con saccenza.

Adesso, che lo vedo più sereno,
riconosco nel modo in cui lavora
le citazioni che sentivo allora
con qualche ragion critica di meno.

Infatti parla e sento che riaffiora
in bocca sua quel docile veleno
che sradica ogni tema dal terreno
d’origine mandandolo in malora.

Mi dispiace che la filosofia
possa essere associata paro paro
a questa inutile cialtroneria,

perché a leggere i libri di Fusaro
si rischia di scambiare per teoria
le dotte citazioni d’un somaro.

Max Horkheimer

L’illuminismo, nella sua accezione
generica, sviluppa il raziocinio
tipico di chi vuole il predominio
sul mondo, la natura e le persone.

L’elemento fondante la ragione
è la stessa logica del dominio
esercitata come un latrocinio
su se stessi, come un’alienazione.

Stando a questa dialettica, la scienza
si sottomette a despoti e bandiere
cambiandosi casacca all’occorrenza.

Non c’è una guida morale al sapere,
non esiste nessuna conoscenza
libera dalle maglie del potere.

John Stuart Mill

Liberale, però non liberista,
il suo pensiero regge una teoria
principalmente di stampo empirista,
un sapere umanistico che sia

però scientifico e positivista.
Come vorrebbe la sociologia,
l’azione umana può esser prevista
purché ci sia una scienza alla regia.

Allora, che politica sociale
deve intraprendere la società?
Dipende dal momento, è normale.

Sì, ma non tocchino la libertà:
suprema roccaforte individuale
sottratta a qualsivoglia autorità.

Si vede che qualcuno li protegge

Un professore serio non corregge,
poi c’è il poeta che non si rilegge,
quel verso sull’amore mica regge
e io mi ostino a fare rime in egge.

La metrica oramai è fuorilegge,
si scrive la qualunque, ma chi legge?
i miei endecasillabi son schegge
di sotto le lenzuola le scoregge.

Politici corrotti, li sorregge
in apparenza, forse, chi li elegge:
si vede che qualcuno li protegge.

Crescendo poi ci si autocorregge:
chi non ha tollerato mai la legge
vuol comandare lui l’intero gregge.

Marsilio Ficino

Cosimo de Medici aveva visto
in lui un intelletto sopraffino,
tradusse infatti Platone in latino
fondando la nuova Accademia. Insisto

su questo, perché Marsilio Ficino
mise assieme Mercurio Trismegisto,
i greci e addirittura Gesù Cristo:
momenti del medesimo cammino.

L’Uomo è al centro, è l’intermediario
tra la creatura e il suo Creatore,
tra Dio eterno e l’essere precario,

la sua anima è come un mediatore.
Ritorna a un platonismo originario
mediato dalla fede e dall’Amore.

Scoperta di una certa rilevanza

La forma non informa la sostanza,
la legge non sa leggere l’usanza,
lo studio è il preludio all’ignoranza,
il vero è solo verosimiglianza,
il sogno è un bisogno, una mancanza,
l’avanzo dopo il pranzo, una pietanza,
saper di non saper è già abbastanza,
la rima si sublima in assonanza,
le corna non ritornano a oltranza,
lo scempio è un esempio di devianza,
dispregio il privilegio, l’arroganza
di chi ti dice “sì” di circostanza.
La fede di chi crede è militanza,
la luce mi conduce in lontananza,
latenti sentimenti in risonanza,
la gente, non per niente, si fidanza,
ritorno a quel giorno di vacanza,
vivevo inconsapevole una danza,
scoperta di una certa rilevanza,
le idee sono talee per la speranza.

A volte non capisco quel che sento

A volte non capisco quel che sento,
mi capita di perdere il momento,
di non seguire alcun ragionamento,
finire per andare un po’ a rilento.

Mi dici che dovrei restare attento,
di leggere e rileggere più lento,
vorrei sapere quale fallimento
si cela dietro questo atteggiamento.

Coltivo pregiudizi a piacimento,
il mio sapere pare sia in aumento,
è questo che mi rende più contento.

È solo una questione d’andamento,
il risultato vero del talento
si ottiene con lavoro e sbattimento.

Prossimi appuntamenti (da mercoledì 28 giugno a martedì 4 luglio)

– mercoledì 28 giugno a Rivoli (TO)
ore 18,30: “Deiana&Schiavone a Rivoli” al parco Turati
ore 21: “IoCentro Poetry Slam” al parco Turati

– giovedì 29 giugno a Milano
ore 21: “Summer Open Mic” con “I saggi sanno di essere ignoranti” all’ Artkademy in via Dionigi Bussola 4

– venerdì 30 giugno a Torino
ore 18,30: “Aperipo-Etica” con “I saggi sanno di essere ignoranti” a Lombroso 16, in via Lombroso 16

– Sabato 1 luglio a Treviglio (MI)
ore 20: Finale Lombarda di Poetry Slam targato LIPS, al Circolo Fuorirotta Treviglio, in località Battaglie

– Martedì 4 luglio a La Spezia
ore 21: rassegna di poesia performativa “Palamiti” con “I saggi sanno di essere ignoranti”, presso il parco delle Clarisse