Alfred Binet

La sua psicologia sperimentale
studiò e si concentrò con insistenza
su alunni dal livello intellettuale
basso con qualche tipo di carenza.

In pratica studiò l’intelligenza
con prove di difficoltà graduale
e propose l’annosa differenza
tra età biologica ed età mentale.

Ma questi test servivano davvero?
Cosa misurano nella realtà?
Io non sono convinto, son sincero.

L’intelligenza varia con l’età,
ma dipende da molte cause, ovvero
da che cosa dipende non si sa.

Noam Chomsky

Filosofo, psicologo e linguista,
in politica articola un messaggio
così radicalmente pacifista
da sembrare di solito un miraggio.

Invece, come prof cognitivista,
il suo pensiero attacca con coraggio
la prospettiva comportamentista
intorno alla nozione di linguaggio.

Tutto si regge nella sua funzione
da una grammatica che è preesistente
e che accomuna tutte le persone.

I bimbi imparano rapidamente
perché qualunque loro acquisizione
è già nella struttura della mente.

Ulrich Neisser

Col suo “Psicologia cognitivista”
Ulrich Neisser sfidò l’ortodossia
dominante nella psicologia,
rafforzandone così la conquista.

La mente che conosce l’analista
è come fosse un software, una teoria
che agisce anche in neurofisiologia
e cambia con il mio punto di vista.

I diversi processi cognitivi,
le nostre idee, i pensieri della gente,
le azioni che facciamo ed i motivi,

son come dei programmi della mente
forgiati nel contesto in cui tu vivi
che servono a orientarci nell’ambiente.

Clark Hull

Oltre allo stimolo e alla risposta
possono esserci degli altri elementi
che determinano i comportamenti:
l’addestramento, che tanto ci costa,

i consolidatori a cui si accosta
una lunga serie di deterrenti
che stabiliscono gli apprendimenti.
Questa in sostanza la sua proposta.

Ogni soggetto ha delle pulsioni
e queste sono come mediatori
interni delle nostre operazioni.

L’insieme di tutti questi fattori
si inseriscono nelle situazioni
come incentivi o freni inibitori.

Edward Tolman

Il comportamentismo aveva spinto
per un apprendimento cognitivo
input-output, così contraddistinto
su un modello specifico esaustivo.

Edward Tolman però non è convinto,
e se non è convinto c’è un motivo.
Alcuni topi dentro un labirinto
sviluppavano in modo complessivo,

preesistente già nell’esperienza,
una sorta di mappa concettuale
però senza uno stimolo in partenza.

Un passo piccolo, ma sostanziale,
apre le porte della conoscenza
verso un cognitivismo da manuale.

Burrhus Skinner

Tutti noi impariamo dall’esperienza
che un determinato comportamento
dà origine a una data conseguenza
che condiziona il nostro atteggiamento.

Si dice, appunto, condizionamento
operante e vede nella sequenza
di stimoli e risposte lo strumento
della psicologia per eccellenza.

Le ricompense al seguito di azioni
diventano rinforzi positivi
che rafforzano le nostre decisioni.

Come anche i rinforzi negativi:
l’assenza perlopiù di punizioni
ci rende già così propositivi.

John Watson

Gli oggetti della sua psicologia
sono le persone e il comportamento,
ma è importante che quest’ultimo sia
ripetibile in un esperimento.

In pratica uno stimolo dà il via
a una risposta e c’è un apprendimento,
un’emozione e pure una teoria
a seguito di un condizionamento.

Pensate a quanto è stata convincente
quella pubblicità di quel prodotto
che però non vi è mai servito a niente.

Tutto quel che proviamo viene indotto
dalle esperienze fatte e dall’ambiente
che puoi manipolare se corrotto.

Wolfgang Köhler

Ricerche fatte su qualche scimmione
misero in luce che il comportamento
di questi davanti a un impedimento
è simile a quello delle persone.

Non troviamo così una soluzione
provando e riprovando ogni momento,
ma compiendo come un ribaltamento,
ripensando l’intera situazione.

Per dire quello che vi ho appena detto
si usa il termine “insight”, che poi è il tema
che spero di spiegare col sonetto:

la ridefinizione del sistema
operata da un singolo soggetto
quando deve risolvere un problema.

Max Wertheimer

Studioso della scuola gestaltista,
poiché ne contribuì alla fondazione,
riuscì a salvarsi dalla persecuzione
fuggendo dalla Germania nazista.

Pubblicò su una celebre rivista
i suoi studi sull’organizzazione
d’insieme della nostra percezione:
uno studio non comportamentista.

Cogliamo le unità nell’esperienza
secondo criteri di vicinanza,
chiusura, direzione e, all’occorrenza,

secondo criteri di somiglianza.
Tra il tutto e le parti c’è differenza
ed è una differenza di sostanza.

Diogene di Sinope

Un altro Diogene, Laerzio, racconta
sul suo conto parecchie cose strane,
cinicamente critica e affronta
le vecchie consuetudini malsane.

Sprezzante delle abitudini umane,
secondo lui la gente non è pronta
ed è più saggio viver come un cane
con nulla al di fuori di ciò che conta.

Uscito un giorno di primo mattino
con una lanterna tenuta in mano,
gli chiesero il perché di quel lumino.

Ripreso da un aneddoto Nietzschiano,
lo immagino agitare il lanternino:
cerco l’uomo, disse, l’essere umano!