Mi vedo e riconosco quello sguardo

Mi vedo e riconosco quello sguardo

Lo specchio resta l’ultimo baluardo

Non sono piemontese, neanche sardo

Io resto torinese, cioè bastardo

Innalzo la poesia come stendardo

Mi sento sempre il solito codardo

Non rischio lo zampino per il lardo

Chi corre in cerchio parte dal traguardo

Mi innervosisco per un tuo ritardo

Ho smesso di provarci, non azzardo

Questioni di principio, son testardo

Ho ancora un animo dinamitardo

Tu dammi una ragione e ti bombardo

Ma l’esplosione è un piccolo petardo

Daniel Goleman

Serve a ben poco un cervello brillante
con un alto quoziente intellettivo
se poi risulti totalmente privo
dell’unica capacità importante.

Leggere le emozioni altrui, le tante
sfumature del nocciolo emotivo,
raggiungere ciascuno l’obiettivo:
conoscersi per tutti è rilevante.

Quella capacità di fare i nessi
costruendosi ciascuno la sua via
capendo l’emozione e i suoi riflessi.

Lo stimolo alla prassi e alla teoria,
fondamento dell’essere se stessi,
crescere è coltivare l’empatia.

Paul Ekman

Ciascuno in una data situazione
ricorre a delle mimiche facciali
che sono manifestazioni tali
da palesare agli altri un’emozione.

Sono delle espressioni universali
che valgono per tutte le persone,
così in America come in Giappone
e pure nelle società tribali.

Le espressioni dovunque sono uguali
e l’unica cosa che cambia è questa:
l’insieme delle regole sociali.

Così a volte non le si manifesta
perché ci sono norme culturali
che le fanno restare nella testa.

Giacomo Rizzolatti

La sua fu una scoperta eccezionale.
Con il suo team di collaboratori
scoprì i neuroni a specchio, cioè gli autori
di un apprendere molto più sociale.

I suoi macachi nei laboratori
attivavano l’area cerebrale
specifica di un atto individuale
pur rimanendo solo osservatori.

Se vedo compiere un’operazione
da qualcuno lungo il mio sentiero
si attiva dentro me una connessione.

In pratica succede che il pensiero
si convince di fare quell’azione
tuttavia senza compierla davvero.

Phineas Gage

Era il 1848
e ci troviamo in uno staterello
americano. A seguito di un botto
un operaio si trovò un tantello

lesionato, perché in quattro e quattr’otto
un’asse gli andò su per il cervello,
gli trafisse la testa sopra e sotto.
Ma non morì, perché ora arriva il bello.

Il povero Phineas era cambiato,
di una maggiore irascibilità.
Il suo cervello si era lesionato

nell’area della personalità,
un ambito di studi inesplorato
che poi la neuroscienza svelerà.

Erik Kandel

Studiare le funzioni del cervello
di solito obbliga a semplificare,
Kandel perciò sperimentò un modello
su un essere vivente elementare.

Stimolò un gasteropode di mare,
un lumacone, riscontrando in quello
un rimodellamento cellulare.
È esattamente qui che arriva il bello.

Studiare la memoria offre la spia
per ridurre lo spazio che separa
neurofisiologia e psicologia.

Dagli esseri più semplici si impara
perché abbiamo la stessa biologia,
e rendersene conto è cosa rara.

Lev Semënovič Vygotskij

Persona di una certa caratura,
riuscì ad articolare il suo argomento
nella Russia del primo Novecento,
che ricordo essere una dittatura.

La crescita del pargolo matura
attraverso il linguaggio, lo strumento
esterno principale, nutrimento
e cardine di tutta la cultura.

Il linguaggio si apprende in società
e il contesto specifico sociale
si interiorizza e va in profondità.

La zona di sviluppo prossimale
è l’area dove il bimbo riuscirà
a realizzare il proprio potenziale.

Jean Piaget

Autore imprescindibile e importante,
secondo i libri di psicologia
Piaget è considerabile un gigante
che studia perlopiù pedagogia.

La sua è chiamata epistemologia
genetica, un approccio rivelante:
è come fosse la genealogia
di come fa ad apprendere un infante.

Teoria dello sviluppo a tutto tondo,
due sono i poli dell’apprendimento
grazie al quale il bambino va nel mondo:

il duo organizzazione/adattamento,
equilibrio precario ma fecondo
a cui il maestro deve stare attento.

La vita quotidiana sa com’esser sorprendente

La vita quotidiana sa com’esser sorprendente
la verità è nascosta dietro quello che è apparente
lo sguardo di chi tace spesso è molto più eloquente
comunque nel silenzio qualche cosa lo si sente
il battito cardiaco il tuo respiro sei cosciente
di vivere da solo eppure in mezzo a bella gente
la forma di protesta che ho sposato intimamente
è l’essere un salmone che non va controcorrente
seduto sul divano credi che sia sufficiente
esercitare il dubbio risolvendotelo in mente
ma il genio che ti ha illuso non è Dio ma suo parente
chi non si droga dimmi da cos’è che è dipendente?
l’oracolo di Delfi ha detto che sei il più sapiente
accetto la lusinga ma lo so che non so niente
mettendomi a indagare cosa ottengo? solamente
di bere la cicuta e di morire da coerente
i tirocini svolti quando ancora ero supplente
poi vincere un concorso ritrovandomi docente
didattica a distanza formazione permanente
com’è come non è rimango il solito studente
chi perde nella vita non è detto sia un perdente
lo stupido si crede sempre molto intelligente
l’effetto Dunning-Kruger non specifica ovviamente
che vale anche per quello che lo cita assiduamente
un tempo il mio futuro mi rendeva onnipotente
adesso è nel passato che riscopro la sorgente
mi sono condannato per l’eternità presente
a vivere la vita come un attimo fuggente

Howard Gardner

Molteplici le nostre intelligenze,
differenti caratteri geniali:
Einstein e le ragioni delle scienze;
Mozart, le varie doti musicali;

Picasso per lo spazio; le esperienze
di Gandhi nelle dispute sociali;
psicologi, gli esperti di coscienze;
Charles Darwin per gli aspetti naturali;

la poesia, Shakespeare, la letteratura;
filosofi che chiedono perché;
Micheal Jordan, l’atletica più pura.

Ciascuno è libero così com’è
di scoprire qual è la sua natura:
il genio che si cela dentro sé.