Mi han detto di restare come sono

Mi han detto di restare come sono,

coerente fino all’ultimo riflesso,

non sgarrare, perché non c’è perdono,

non accettare mai un compromesso.

Attivarmi per essere più buono

– buono però, non vuole dire fesso –

e le idee che di solito sprigiono

mi servano da scudo un po’ più spesso.

Io non capisco bene se impersono

qualcuno o se qualcuno mi ci ha messo,

so solo che se dubito funziono.

Allora dubito come un ossesso,

dubito e dubitando perfeziono

il modo che ho di fottere me stesso.

Franco Basaglia

Conobbe la realtà manicomiale,

il modo in cui venivano trattati

coloro che chiamavano malati

era a dir poco perfido e brutale.

Privati di ogni oggetto personale,

venivano, di fatto, segregati,

trattati come oggetti e torturati

perché affetti da malattia mentale.

La legge ricordata col suo nome

ha mutato così la terapia:

è stata una rivoluzione eccome!

Ha cambiato l’intera psichiatria,

non solo il cosa, ma anzitutto il come

è intesa la ragione e la follia.

Però intanto

Un senso di responsabilità

che include il dubbio come il proprio opposto,

una ricerca della verità

a ogni costo.

La riscoperta dell’intimità

al prezzo di restare ancora esposto,

l’impressione che un giorno tornerà

tutto a posto.

La sola sospensione del giudizio

potrebbe essere sufficiente in quanto

esercizio.

Il solito argomento piace tanto,

addossare la colpa a Caio e Tizio,

però intanto.

Ludwig Binswagner

L’approccio alla fenomenologia

gli permette uno studio più fecondo

dei fenomeni della psichiatria,

di cui impugna gli articoli di fondo.

Quando si parla di schizofrenia

se ne comprende il senso nel profondo?

Siamo sicuri sia una malattia?

Oppure un modo di essere nel mondo?

I pazienti non fanno l’esperienza

di un loro mondo poi così lontano:

sono deliri, ma hanno una coerenza.

Per cui chiediamo: chi è davvero sano?

Liberiamo davvero l’esistenza,

ripensiamo lo stesso essere umano.

Melanie Klein

Ancora oggi la sua psicologia

è un’analisi lucida e sottile

per cui la psicoanalisi infantile

diventa veramente una teoria.

Ogni bambino vive un proprio stile

introiettivo di difesa, via

della libido reale sulla scia

del maestro Freud e del suo campanile.

Il pargolo proietta nell’esterno

quelle pulsioni che lo fanno vivo,

il suo mondo è il capezzolo materno.

Costretto in uno stato depressivo,

è succube del proprio oggetto interno,

del seno buono e del seno cattivo.

Wilfred Ruprecht Bion

Psicologicamente ogni persona

è nata dentro il gruppo a cui appartiene,

in quel contesto tutto quanto tiene

perché l’inconscio lo ridimensiona.

La sola immagine del gruppo aziona,

secondo tre assunti di base, scene

arcaiche per le quali si rinviene

la vita psichica e come funziona.

La funzione di base, alfa, permette

a ciascuno di vivere l’essenza

di un pensiero che ancora non connette.

È l’oggetto vissuto nell’assenza,

perché a quello un bambino riconnette

l’unicità della propria esperienza.

Gordon Willard Allport

Ogni individuo è una combinazione

specifica di tratti personali,

alcuni sono tratti individuali,

altri sono comuni a più persone.

Tra i nostri procedimenti mentali

troviamo la categorizzazione

con annessa generalizzazione

e il rischio di essere superficiali.

Credere che una singola esperienza

possa fare da legge universale

è forse la più classica scemenza.

E ci illudiamo pure sia normale

perché la giudichiamo conoscenza

e invece è un pregiudizio madornale.

Jacob Levi Moreno

Dapprima iscrittosi a filosofia,

laureatosi fu un medico affermato,

titolare di neuropsichiatria,

un professore serio e rispettato.

Il suo nome sarà sempre associato

allo psicodramma: una terapia

di gruppo in cui ciascuno è richiamato

sul palco a recitare la sua via.

Pensate a quale possibilità:

rivivere per un attimo appena

vissuti persi nell’intimità.

Attivarsi, spaccare una catena

e concedersi un’opportunità

da vivere di nuovo sulla scena.

Da un anno a questa parte

Da un anno a questa parte ho un desiderio:

poter parlare della pandemia

con chi non sa neppure cosa sia,

non sa di tutto questo putiferio,

che non conosce questa malattia,

qualcuno che non abbia alcun criterio

di quanto possa esser deleterio

per la salute e per l’economia.

Quando realizzo mi sento uno straccio,

se potessi di certo piangerei

stringendomelo forte in un abbraccio.

Ma non so che cosa gli direi.

È questo il desiderio che mi faccio:

poter parlarne un giorno ai figli miei.

Mihàly Csìkszentmihàlyi

L’artista immerso nell’opera d’arte

colto nell’atto stesso in cui la crea,

il pensatore che pensa in disparte

come fosse rapito da un’idea.

L’attore mentre recita una parte

e sente che soddisfa la platea,

lo sportivo che insiste e che riparte

e ripartendo ossigena un’apnea.

È come un flusso e dà soddisfazione,

un’inerzia si muove sulla scia

della propria intima motivazione.

Un senso di pienezza, una magia.

Lo so e mi capita in continuazione

ogni volta che scrivo una poesia.